Archivio: Programmi

Programma 2011-2012

Responsabili del bene comune per una rinnovata etica civile

Continuando l’impegno per una “educazione alla socialità e alla cittadinanza responsabile” (Cfr. gli Orientamenti pastorali della CEI per il 2010-2020), la FISP intraprende quest’anno un percorso in collaborazione con la Fondazione Lanza: con essa vuole “tornare ad interrogarsi su quella dimensione etica della convivenza, che rende possibile l’esistenza stessa della polis”. A partire dalle prospettive etiche e antropologiche della dottrina sociale della Chiesa la FISP offre un contributo ai singoli e alle comunità per la ricerca e la proposta di una rinnovata etica civile, ricerca che costituisce la premessa per diventare responsabili attivi del bene comune.

Programma 2010-2011

Un'agenda di speranza per il futuro: le possibili risposte

cattolici italiani sono impegnati in questo tempo a «offrire al confronto pubblico un contributo che, nella prospettiva dell’insegnamento sociale cristiano, provi a ridefinire i contorni e gli interrogativi – base di un’agenda realistica per la ripresa del paese» (cfr. Documento preparatorio alla 46° settimana sociale). In collegamento con la settimana sociale che si terrà a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre 2010, la FISP si propone di formare ai temi fondamentali dell’impegno sociale e politico, declinandoli anche in chiave locale, nell’ottica della speranza cristiana, «potente risorsa sociale al servizio della sviluppo umano integrale, cercato nella libertà e nella giustizia» (Caritas in veritate 34). Ancora una volta tale impegno chiede persone dedicate, motivate, radicate, disponibili contemporaneamente a formarsi e ad agire a tutti i livelli.

Programma 2009-2010

L'Italia di oggi: un'agenda di speranza per il futuro

“Noi siamo stati chiamati a sperare dentro questo frangente, ad andare avanti con speranza…, perché in queste circostanze sappiamo discernere le realtà e le esperienze migliori, quei segni, quei soggetti e quei processi interpretando i quali ci mettiamo all’opera per una città più aperta e abitabile, per tutti. Imploriamo dunque quell’amore di cui si nutre l’impresa più dura, la conoscenza più rigorosa e la scelta più ardua.”

Programma 2008-2009

Pensare il bene comune, condividere i beni comuni

Dalla dignità, unità e uguaglianza di tutte le persone deriva innanzi tutto il principio del bene comune, al quale ogni aspetto della vita sociale deve riferirsi per trovare pienezza di senso. Secondo una prima e vasta accezione, per bene comune s'intende “l'insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente”.